Scavi di Liternum: il sogno di uno studente di architettura

Scavi di Liternum: il sogno di uno studente di architettura

di Simona Vitagliano

Degli scavi di Liternum, quella meravigliosa, incredibilmente abbandonata, realtà presente sul Litorale Domitio, ne abbiamo già parlato in un articolo di qualche tempo fa, corredato da una serie di immagini, che vi riproponiamo, che, di sicuro, parlando da sole.

La bellezza del sito archeologico, lo stato di degrado, la potenzialità inespressa e l’abusivismo delle ville, non solo, ma anche di un orto, residenti in quest’area sono tutti elementi che escono fuori dalle foto come dalla realtà che si ritroverebbe davanti chi, oggi, decidesse di andarci a fare una passeggiata.

 

Le novità si susseguono a rallentatore, purtroppo, per questo patrimonio che andrebbe tutto rivisto, “salvato e coccolato”, ma la buona notizia è che in molti sono interessati ad una ripresa dell’attività del sito, per cui qualcosa, anche se lentamente, ogni tanto sembra smuovere le acque.

A Gennaio avevamo parlato della repertazione e datazione degli scavi attuata dal Professor De Vincenzo insieme ad un team di professionisti: dei neoarcheologi venuti da Berlino appositamente per partecipare al progetto. Il tutto è testimoniato da un servizio dell’Ottobre scorso del quotidiano Teleclubitalia.

I livelli più antichi delle strutture sono stati datati, grazie ad indagini stratigrafiche, addirittura intorno al I secolo a.C.

Si parla anche di indagini geofisiche e approfondimenti successivi.

Intervistati i ragazzi tedeschi, fa quasi rabbrividire ascoltare le parole di uno dei giovani archeologi:
In Germania non ci sono queste cose?

No, normalmente no… solo sabbia ma non queste strutture…“.

Il destino, come sempre, di chi possiede troppo, forse tutto, diventa, automaticamente, dare le cose per scontate, svalorizzarle, sminuirle, fino a dimenticarsi dell’effettiva importanza di quel che si possiede davanti agli occhi, tra le mani e sotto i piedi.

Infatti, nello stesso servizio, si nota come una strada recuperata alcuni anni fa, originaria dell’antica Domitiana, sia stata ormai seppellita completamente dalla flora e dalle erbacce, ormai, insieme ai villoni abusivi, le uniche vere proprietarie della zona.

Ma tra una parentesi e l’altra, per questa storia che sembra destinata a non concludersi, perlomeno a breve termine, si impone, decisamente, il sogno di un ragazzo “qualunque”, l’ipotesi sfavillante che ha creato con una ricostruzione video uno studente di Architettura, che ha folgorato tutti.

Il mio progetto di tesi tratta dei ruderi della città di Liternum; in particolare il progetto si concentra su di un recinto aggredito da un’intensa urbanizzazione di tipo speculativo. La storia del restauro ci insegna che prendersi cura dei monumenti non significa solo preservare l’integrità materica, ma anche gestire il loro valore d’uso, garantendone una adeguata fruizione. Il progetto quindi, non si occupa solo della conservazione materiale dei ruderi nel tempo, ma anche del trattamento del loro intorno, essendo parte integrale dei ruderi stessi, al fine di creare un sistema fruibile, basato sulle dinamiche percettive del Luogo e sulle metodiche dell’Accessibilità plurale. Nel trattare l’intorno dei ruderi si è cercato di creare degli elementi di supporto e valorizzazione del parco stesso, in modo che il visitatore sia in primo momento invogliato a recarsi al parco per poi rimanerci attraverso gli elementi di supporto. Tra gli elementi proposti troviamo: la pensilina d’ingresso, il sistema dei container ‘’steet art’’, punto ristoro, teatro all’aperto e servizi.

Le potenzialità del nostro territorio non sono mai state sfruttate, anzi potremmo dire che la fortuna di avere reperti archeologici è come se fosse un peso per la collettività, la quale è impossibilitata a sfruttare quell’appezzamento di terreno per uso abitativo. Ho sempre ritenuto che noi cittadini campani ma soprattutto quelli della provincia napoletana; siano dei figli ingrati verso la propria patria, la quale ci ha offerto bellezze naturalistiche, terreno pianeggiante e fertile, reperti archeologici.

Il progetto ha anche il pretesto di mettere in discussione le politiche in materia di salvaguardia dei beni archeologici da parte della sovrintendenza; infatti potremmo discutere sull’efficacia di queste politiche e sui risultati ottenuti. Ad oggi il parco archeologico non produce ricchezza, sia dal punto di vista culturale (infatti non è visitato), e sia dal punto di vista economico. Con l’attuazione di un progetto valido si potrebbe creare un sistema nella quale il rientro economico del parco potrebbe essere utilizzato per il restauro e manutenzione dei ruderi.

Mi auguro che attraverso questo processo si continui a parlare di Liternum, senza abbassare mai la guardia, così da svegliare le coscienze e aumentare la conoscenze dei cittadini.

Questa la dichiarazione che Giovanni D’Alterio, lo studente in questione, ci ha rilasciato e abbiamo pubblicato con grande piacere.

Il video mostra una realtà che potrebbe essere tangibile ed invece è solo”disegno”: una serie di strutture, di spazi, di investimenti pronti a rendere gli scavi un ritrovo per i turisti di tutto il mondo. Un progetto volto a valorizzare, ridandogli finalmente dignità, un posto che dovrebbe creare un filo conduttore tra Ercolano, Pompei e Cuma, e che invece oggi è semplicemente  lasciato a se stesso.

Archi, spazi verdeggianti, ragazzi che corrono o che si fermano un attimo a guardare lo smartphone, sono tutti elementi che fanno parte di quello che, purtroppo, oggi è solo un sogno, per Giovanni e per i relatori del progetto, che è la sua tesi universitaria (Tesi in restauro ”Parco archeologico di Liternum”, relatore: Prof. Saverio Carillo, correlatori: Prof. Andrea Buondonno Prof. Mario Pisani).

Il video è comparso sulla bacheca Facebook dello studente, corredato da una “dichiarazione d’amore” a tutti gli effetti: “Ogni volta che penso a come ti hanno ridotta è una stretta allo stomaco, ma da oggi voglio immaginarti diversa, terra mia……“.

Il pensiero di Giovanni è il pensiero di tutti i cittadini innamorati della propria terra e delle proprie origini, pronti ad investire sul territorio e ad aspettare che questa nuova fase di ascesa di Liternum si compia.

In un’epoca in cui tutti rivolgono lo sguardo altrove, per lavoro, per residenza, per carriera o semplicemente per sognare, di certo l’attenzione di questo ragazzo verso le sue radici è encomiabile e d’esempio, per tutti.

C’é chi trova un sasso rotto e ci costruisce su un impero economico e chi ha talmente tanta storia tra i piedi da inciamparci dentro, dimenticando la risorsa che potrebbe essere e il rispetto che merita.

L’augurio è sempre lo stesso: rinnovare la nostra attenzione continuamente intorno a queste risorse, in modo che non siano mai dimenticate e che, presto, quanto prima possibile, vengano valorizzate, offrendo tutto quello che un sito del genere sarebbe in grado di offrire ai cittadini che hanno scelto di non lasciare questo posto, rimanendo a combattere nella speranza di vedere esauditi i loro più grandi desideri.

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