Quando i cartoon si tingono di azzurro: ecco quelli ambientati a Napoli

Quando i cartoon si tingono di azzurro: ecco quelli ambientati a Napoli

di Gaetano Mango

Non si rischia di cadere nel campanilismo dicendo che Napoli è una cartolina.

A guardarla dal mare sembra un dipinto: i contorni del lungomare, i castelli che spuntano da ogni angolo della città, il Vesuvio che sovrasta tutto e le luci che fanno da sfondo ad una vera e propria opera d’arte. Non c’è da stupirsi, dunque, se Napoli si trova spesso e volentieri in quel contenitore di idee da cui spesso attingono artisti di ogni genere. Ed ecco che la “potenza” artistica di Napoli riesce ad entrare anche nel fantasioso mondo dei cartoon. Molti sono infatti gli omaggi, in questo settore, alla città partenopea. Ma andiamo a vederne qualcuno più da vicino.

Totò Sapore Fonte: cheyennerecords.it

Totò Sapore
Fonte: cheyennerecords.it

Quello più famoso è senz’altro “Totò sapore e la magica storia della pizza”, ispirato al racconto “Il cuoco prigioniero” di Roberto Piumini, in cui si racconta, in maniera molto fantasiosa, la storia della pizza che riuscì addirittura a far tornare la pace tra francesi e napoletani. Il film, realizzato dallo studio italiano Lanterna magica e diretto da Maurizio Forestieri è un manifesto molto divertente di Napoli e dei napoletani. Celebre è la frase pronunciata da Vesuvia, uno dei personaggi principali del film: “ Che rabbia questi napoletani!
Sempre allegri, ridono, ridono e non hanno nemmeno gli occhi per piangere! Saltano i pasti ballando!”. Poesia.

Molto famoso è anche l’episodio 138° delle Nuove avventure di Lupin, intitolato “Il tesoro di Pompei”, in cui la celebre compagnia di criminali, capeggiata dal “re” dei ladri e inseguita come sempre dall’ispettore Zenigata, si mette alla ricerca dell’oramai perduto tesoro che, si dice, sia nascosto proprio negli scavi archeologici della città alle pendici del Vesuvio. La puntata andò in onda in Giappone nel 1971 mentre arrivò in Italia soltanto una decina d’anni dopo. Ma, come si vede dal prossimo video, non è stata l’unica occasione in cui la banda di Lupin si è trovata dalle nostre parti. Nell’episodio speciale, mandato in onda nel 2012, il panorama di sfondo è proprio quello napoletano!

Tom e Jerry a Napoli Fonte: tv.fanpage.it

Tom e Jerry a Napoli
Fonte: tv.fanpage.it

Anche un episodio degli “americani” Tom e Jerry fu ambientato a Napoli. “Topo napoletano” è stato l’86° cortometraggio della serie diretta da William Hanna e Joseph Barbera.

Il duo giunge a Napoli a bordo di una nave da crociera e, subito, s’imbatte in un topo napoletano che li accompagna nei luoghi più belli della città. Ad un certo punto il topino partenopeo comincia anche a cantare la canzone Oi Marì per completare l’omaggio alla città.

Fonte: myfrenchfilmfestival.com

Fonte: myfrenchfilmfestival.com

Meno conosciuto è Opopomoz, film d’animazione italo-franco-spagnolo ambientato a Napoli, in cui i la gelosia di un bambino per la nascita del suo fratellino è terreno fertile per i desideri dei “cattivi” di turno che vogliono bloccare il Natale.

The Simpsons a Pompei Screenshot

The Simpsons a Pompei
Screenshot

Non potevano mancare The Simpsons che hanno esplorato il mondo in lungo e in largo.  Ed ecco che tutta la famiglia viene spedita in Italia per prendere in consegna la Lamborgotti Spidirossa ordinata dal signor Burns, riuscendo così a concedersi una vacanza nel Belpese passando per Pompei dove, manco a dirlo, Lisa fa da cicerone alla famiglia.

Più delicato è l’omaggio di Alessandro Rak che, nel suo “L’arte della felicità”, affida a Sergio, un tassista napoletano, il compito di far vedere la città ai turisti prima di un’imminente esplosione del Vesuvio; il finale a sorpresa è un invito molto intelligente alla riflessione.

Ultimo ma non ultimo è il primo cartoon 3d napoletano creato da Nicola Barile: “Il piccolo Sansereno e il Mistero dell’Uovo di Virgilio”, in cui il piccolo protagonista, figlio del Principe di San Severo, ha il compito di salvare la città recuperando l’uovo di Virgilio rubato dal Castel Dell’Ovo.

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