Napoli: come la Fenice, Edenlandia rinasce dalle sue ceneri

Napoli: come la Fenice, Edenlandia rinasce dalle sue ceneri

di Nunzia Caso

Edenlandia Fonte: archivio.unita.it

Se fai il tuo dovere, domenica andiamo all’Edenlandia”.

Questa è la frase che i miei genitori mi dicevano ogni qualvolta c’era bisogno di spronarmi a fare i compiti o magari a riordinare la mia camera.

La parola “magica” era quella: “EDENLANDIA”, e sono certa lo fosse per me come per tanti bambini e ragazzini della nostra città (e non solo).

Ho piena memoria di ogni singola attrazione, dal trenino all’entrata al dragone cinese, dai piccoli Dumbo volanti ai Tronchi, da dove uscivi inzuppato d’acqua peggio che da una piscina.

Fonte: napolidavivere.it

Ricordo la gioia e l’adrenalina di quelle lunghe domeniche da sogno, la sensazione di “pienezza” e stanchezza, alla fine della giornata, e le risate gioiose mie e del mio fratellino ad ogni giostra provata e riprovata.

Fonte: roadtvitalia.it

Ricordo il mitico chioschetto delle graffe, che inebriava l’aria tutt’intorno con il suo profumo, il panino mangiato sulle panchine, di fretta per tornare a divertirci, e le montagne russe, dove non ho mai avuto il coraggio di salire.

Fonte: theparks.it

Ma facciamo un passetto indietro e cominciamo dall’inizio.

Era il 1965 e nasceva Edenlandia, grazie alla caparbietà e all’impegno di Oreste Rossotto e Luca Di Grezio, che si batterono contro parecchi ostacoli pur di regalare un sogno a Napoli, all’Italia e addirittura all’Europa intera. Quello, infatti, era il primo parco divertimenti a tema a livello europeo, ispirato a Disneyland in California, nato 10 anni prima.

Fonte: napolike.it

Il vero BOOM di Edenlandia si ebbe negli anni ’70, generando anche turismo nazionale e internazionale, boom che proseguì fino all’inizio degli anni ’80, quando in Italia arrivò Gardaland, altro parco a tema dell’Italia settentrionale, che purtroppo fece calare di molto gli interessi verso quello napoletano.

Gli affari, comunque, andarono avanti (con non pochi problemi) fino al 31 gennaio del 2013, quando il parco fu chiuso al pubblico nell’attesa che qualche grande società ne potesse risollevare le sorti.

Molti persero il lavoro e ci furono tante chiacchiere e speculazioni sul parco di divertimenti, ma anche tanta malinconia per quello che stava succedendo; si sono organizzate manifestazioni e flash mob per Edenlandia, ne hanno parlato le tv nazionali, se la sono contesa tante aziende, ma ogni volta non si riusciva a chiudere alcun affare. Tutto questo ha avuto un epilogo, finalmente, ad Ottobre 2015: un gruppo d’imprenditori napoletani sotto il nome di “New Edenlandia” ha acquistato il parco, facendo cominciare i lavori di rinnovo quello stesso Novembre, lavori che sono quasi terminati e ci faranno “riabbracciare” il nostro amato parco a tema il 20 Aprile 2016.

Pare che, oltre alle nuove attrazioni, ritroveremo alcune di quelle cult, come “La vecchia America”, “Il castello di Lord Sheidon“ e gli elefantini volanti citati all’inizio. Pare, tra l’altro, che la “New Edenlandia” abbia fatto abbattere tutte le strutture abusive precedenti e stia lavorando per la riqualificazione dell’intera area.

Le promesse fatte sono ambiziose e non vediamo l’ora di appurare se siano state mantenute. Tra queste, quella di riportare in vita il mitico chioschetto delle graffe e quella di creare un mix di attrazioni per bambini e adulti, bambini che oggi come oggi sono davvero difficili da “incantare”, visto quello che offrono la tecnologia e i giocattoli moderni, che non hanno nulla a che vedere con quelli che avevamo negli anni ’80.

Fonte: Napoliflash24.it

Primavera napoletana all’insegna delle novità e del rinnovo, quindi, sia per noi della “vecchia” generazione che per i bambini e i ragazzini di oggi.

Ammetto che non vedo l’ora di rivedere negli occhietti di mio figlio quella stessa luce che avevamo noi bambini di allora ogni volta che andavamo all’Edenlandia.

 

 

 

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