Modi di dire napoletani: che significa “Tien’ l’arteteca”?

Modi di dire napoletani: che significa “Tien’ l’arteteca”?

di Annina D'Ambrosio

Il dialetto napoletano è ricco di parole e modi di dire particolari. Alcuni sono in uso ancora oggi, altri sono andati persi con il tempo. Ma conoscere la cultura della lingua napoletana e le sue origini è una cosa davvero interessante.
In questo articolo trattiamo un termine piuttosto famoso: “arteteca“.
La parola arteteca, tradotta, sta per agitazione, irrequietezza.
Dire ad una persona “tien’ l’arteteca?” (“hai l’arteteca?“) significa dirle che non sta mai ferma, che i suoi movimenti sono agitati e continui. Indica una vivacità eccessiva ed è, dunque, spesso usato con un’accezione negativa. E’, infatti, un termine usato anche in relazione alla schizofrenia, insomma per definire una persona troppo attiva.
Nello specifico, arteteca deriva dal termine del tardo latino “arthritica” che può collegarsi alla “febbre reumatica”, artritica, una malattia molto diffusa, in particolare tra i più piccoli, fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale e che ,oggi, è molto diminuita grazie all’uso degli antibiotici.
La patologia colpisce soprattutto le articolazioni, infatti uno dei suoi sintomi più evidenti è la cosiddetta “còrea minor” (ballo di San Vito), ossia il fatto che porta il malato a compiere movimenti involontari, veloci, a scatti, ripetitivi, irregolari e scoordinati. Dunque, si tratta di un tipico modo di dire napoletano che indica una persona che non si riposa mai poiché sempre in attività, quindi c’è riferimento all’irrequietezza.
Sembrerebbe anche che il termine arteteca sia legato ad “arthritis” che, a sua volta, proviene da “arthron” cioè “articolo”, “giuntura”. Questa parola è traducibile con “artrite”, una malattia che provoca un movimento convulso delle membra e che i latini chiamavano anche, più semplicemente, “gutta”, cioè “goccia”, in quanto credevano che il dolore fosse prodotto da un umore che colava goccia a goccia nella cavità delle articolazioni.

Con il passare del tempo, però, il termine si è distaccato dal suo stretto significato originario ed è tutt’oggi usato per indicare perlopiù una persona perennemente in movimento; per questo, ad esempio, di un bambino particolarmente vivace si usa dire “stu criatur’ tene l’arteteca” (questo bambino ha l’arteteca = questo bambino non sta mai fermo).

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