La Reggia di Capodimonte e la leggenda di Maria Carolina

La Reggia di Capodimonte e la leggenda di Maria Carolina

di Valeria Ausiello
Museo di Capodimonte. Fonte: magazine.snav.it

Museo di Capodimonte.
Fonte: magazine.snav.it

Nel 1734, dopo due secoli di vice regno spagnolo e anni di dominazione austriaca, Napoli tornava ad essere capitale di un regno indipendente con Carlo di Borbone.

Il nuovo Re decise, durante la ricostruzione dell’architettura urbana, che era arrivato il momento di costruire un secondo palazzo in cui poter esprimere al meglio i suoi due più grandi hobby: la caccia e l’arte.

Voleva erigere un palazzo che ospitasse la ricca Collezione Farnese, un vero e proprio tesoro risalente al periodo rinascimentale di cui sua madre gli aveva fatto dono, e  nuove stanze reali dove alloggiare durante le battute di caccia.

Il luogo scelto fu Capodimonte, una bella collina con un panorama meraviglioso sul Vesuvio, Posillipo e San Martino, che nei secoli fu la residenza storica, oltre che dei Borboni, anche dei Bonaparte, dei Murat e dei Savoia.

L’incarico fu affidato a Giovanni Antonio Medrano, che sviluppò un edificio con due rigorose facciate in stile dorico in cui regna il tradizionale rosso napoletano.

Da subito quindi la Reggia ebbe una duplice funzione di residenza di corte e sede museale.

Reggia di Campodimonte Fonte: museocapodimonte.beniculturali.it

Reggia di Campodimonte
Fonte: museocapodimonte.beniculturali.it

Dal 1758 alcune sale furono aperte anche al pubblico, concedendo a un gran numero di studiosi e artisti di ammirare gli oggetti rari e preziosi che caratterizzano la Collezione Farnese.

Della nota Collezione fanno parte grandi nomi della cultura nazionale ed internazionale quali: Raffaello, Tiziano, Parmigianino, Ludovico Carracci e Guido Reni. L’elenco delle opere è molto vasto e include pitture, sculture, bronzi, libri, arredi, cammei, monete ed altri oggetti di carattere archeologico.

Il carattere museale, quasi romantico, che appartiene alla Reggia di Capodimonte fu intaccato alla fine del ‘700 con l’arrivo dei francesi a Napoli. Le ricchezze e il palazzo stesso furono saccheggiati e rovinati portando qualche anno più tardi all’abbandono totale del museo. Gran parte della collezione artistica fu trasferita nel Palazzo degli Studi, attuale Museo Archeologico Nazionale, lasciando alla Reggia l’unica funzione di residenza, prima per Giuseppe Napoleone e poi per Gioacchino Murat.

La situazione rimase immutata fino al ritorno dei Borbone nel 1815 con Ferdinando IV che, tornato dall’esilio, intraprese nuovi lavori al palazzo e diede di nuovo spazio all’arte, che tornò protagonista della Reggia come la sua famiglia aveva sempre voluto.

Oggi ci troviamo in un luogo incantevole, in una zona centrale della città, considerata da anni il polmone verde di Napoli.

È il principale monumento della zona che, con il palazzo e i suoi giardini, riesce a fondere armoniosamente bellezza naturale e architettonica.

La Leggenda

Appartiene al periodo della Rivoluzione Francese la leggenda che aleggia su questo palazzo.

Leggenda secondo cui la Reggia ospiterebbe, ancora oggi, un illustre fantasma: Maria Carolina d’ Asburgo!

Moglie di Ferdinando IV Re di Napoli e sorella della Regina di Francia Maria Antonietta.

Festeggiamenti per il matrimonio reale. Fonte: baroque.it

Festeggiamenti per il matrimonio reale.
Fonte: baroque.it

Facendo un passo indietro, la storia ci racconta che Ferdinando, salito al trono in età molto giovane, si mostrava refrattario e per nulla interessato alla vita politica del regno, delegando tutti i compiti più importanti, motivo per cui veniva chiamato il Re Lazzarone, nomignolo affibbiatogli dai lazzari napoletani che abitualmente frequentava tutti i giorni.

Il caso volle, però, che sposò una persona completamente diversa da lui, che prese in mano il Regno, le sue regole e il suo popolo: Maria Carolina, nata arciduchessa d’Austria e divenuta moglie di Ferdinando nel 1768.

Maria Carolina D'Asburgo Lorena, Regina di Napoli. Fonte: fonte: artesuarte.it

Maria Carolina D’Asburgo Lorena, Regina di Napoli.
Fonte: fonte: artesuarte.it

Maria Carolina era stata cresciuta in un ambiente massonico e di conseguenza, in maniera più naturale, si occupò delle questioni politico-sociali, proteggendo Napoli come se fosse la sua città natale; diede il via ad un importante momento di fioritura.

Le logge di Napoli, al tempo, davano ricevimenti e gran balli che, con l’arrivo dell’arciduchessa, continuarono e si moltiplicarono diventando allegre cene, divertenti danze, discussioni letterarie e scenari di incontri importanti.

Era una donna estremamente attiva e impegnata in iniziative di qualsiasi tipo ed è ricordata dal popolo per questo.

La leggenda, infatti, racconta che la Regina terrebbe, ancora oggi, sfarzosi ricevimenti e feste tutte le notti, divertendosi, come una volta, nelle sontuose sale della Reggia.

A ritmo di danza, nei saloni, apparirebbero luci e figure accompagnate da note di clavicembalo che, magicamente, si dissolvono alle prime luci dell’alba.

La sua è una personalità di spicco rimasta intatta nei secoli e nei ricordi delle persone ed è per questo che a noi piace pensare che, ogni notte, la Reggia, oggi divenuta Museo, venga trasformata dalla sua Regina nel Palazzo di una volta, così, come se nulla fosse cambiato.

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