“E’ fernuta ‘a zezzenell”: scopriamo questo modo di dire napoletano

“E’ fernuta ‘a zezzenell”: scopriamo questo modo di dire napoletano

di Annina D'Ambrosio

Il dialetto napoletano presenta innumerevoli proverbi e modi di dire che lo rendono particolare ed affascinante, un vero mondo da scoprire, divulgare e tutelare.
In questo articolo consideriamo un modo di dire che chiunque avrà sentito almeno una volta: “E’ fernut ‘a zezzenella”.

Si intuisce la traduzione, ovvero: “E’ finita la zezzenella” (zezzenella = altra forma di “zezzella” e cioè di piccola “zizza“, ossia mammella); ma cosa sta ad indicare? A cosa si riferisce e quando viene usato in una conversazione?
E’ finita, si è svuotata la piccola mammella” è una sorta di avviso, di ammonimento che indica la fine della “pacchia”, della festa, dei tempi belli e, dunque, l’arrivo di tempi difficili, di problemi.
Ma il detto ha anche un’altra valenza: dire che la mammella è ormai vuota è metafora della crescita, il bambino deve staccarsi dalla mammella materna, ormai vuota, e crescere.
Il detto, comunque, nasce in riferimento all’atto del mungere le mucche:  il mungitore, con il massaggio, induce la secrezione del latte, la mammella si gonfia, diventa turgida, lo sfintere del capezzolo si allarga e lascia fuoriuscire il latte. Non è così facile come può sembrare, però, perchè ci sono diversi aspetti tecnici che devono predisporre l’animale a fornire il prezioso e vitale latte. E’ soprattutto la durata al centro della questione: ad un certo punto accade che, magari nel bel mezzo della mungitura, o quando il piccolo dell’animale ne vuole ancora, il delizioso alimento finisca e quindi… è fernuta ‘a zezzenella!
Dunque, un detto che indica qualcosa che è stato usato e sfruttato al massimo, magari con voracità, ingordigia, vanto e, soprattutto, con sfottò verso chi non riesce ad ottenere la prelibatezza.
Insomma, si riferisce al fatto di godere di una situazione favorevole, di crogiolarsi senza preoccupazioni nell’abbondanza di tutta la positività di un momento buono per poi ritrovarsi, dopo un po’, senza più nulla in mano: non è più possibile attingere da quella fonte, è finito il divertimento, il bel tempo ed è arrivata l’ora di mettersi a lavorare. Qualunque piacere o beneficio non dura in eterno e quindi, alla lunga, tutte le “zezzenelle” si esauriscono.

Questo è senza dubbio uno dei detti più comuni della lingua napoletana, che viene applicato alle situazioni più disparate: ad esempio, dopo una lunga vacanza o un lungo periodo festivo, tornando a lavorare si potrebbe pensare “E’ fernuta ‘a zezzenella“; insomma quando una qualunque situazione comoda, piacevole e vantaggiosa volge al termine.
Infatti, si usa spesso anche l’espressione “‘A zezzenell è doce” oppure “‘A zezzenell è bon’” proprio a rimarcare una situazione estremamente piacevole e vantaggiosa, di cui si approfitta fino a quando è possibile, fino a quando ‘a zezzenell non finisce!

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